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Saturday, 28 May 2011

Bad news

RIP GIL SCOTT HERON






Thanks for the music man.

Sunday, 17 October 2010

More of 1 Million Of Visitors... We done it again with our Radio Blog!

More of 1 Million Of Visitors...
We done it again with our Radio Blog!

When the 'old' MFS blog was open in a 'free' form, in 4 years counted a quote near 3 million of visitors....then, due copyright problems, the blog needed a change and gone private.
When we started here at this address as MFS2 we posted only 12'' singles, 7'' singles, Compilations and Radio Programs.
Here we had too some problems and the blog changed as only 'Radio Edition'.
But here are the numbers from the Sitemeter site.
The 24 LOG counter sinalize a quote of more of 1 million too.
We want tho say thanks to all the visitors of all 'our times', for the love & affection demonstrated.
The MFS Equipe.

Tuesday, 27 July 2010

Notice.

To all the members:
The MFS Blog, as private and only for a restrict number of friends, continues open.
Old notices was referred to the ''Free/Open'' blog, and the situation was very bad.
MFS from 1st of July remains only in the private form.
Other editions of the blog, as MFS Links or MFS Radio continues open too.
Thanks for all the comments & participation...the 'small circle of friends' continues alive and well...only for us.
Peace

Friday, 2 July 2010

MFS Cambia

MFS Cambia!

Ragazzi siamo alle note finali....

Siamo stanchi dei continui crash di Nomemix e Baywords, della lentezza e del pericolo di Blogetery (sono negli USA) e dei pochissimi commenti che pervengono, e dall'atmosfera generale (il discorso blog è un po' caduto) nonchè dal clima di caccia alle streghe (vedi MyJazzWorld), ...per non parlare di Rapidshare....

Troppi rischi, troppe paure e um clima da Santa Inquisizione mi spingono a dover chiudere le pubblicazioni di My Favourite Sound.

Anzi, direi che il blog cambia faccia: si punta l’attenzione sulla versione ‘Radio’ piuttosto che postare vecchi LP. Abbiamo importanti sviluppi e trattative in corso per aprire un dominio (.com) e proseguire col discorso ''radio'' e djs in una maniera differente.

Ultimamente abbiamo ricevuto pochissimi commenti, come altre volte abbiamo tentato di richiamare l’attenzione, con scarsi risultati. Era un prendi-prendi a man bassa e basta.

Poi i problemi con chi ci ospitava; prima WordPress, che ci ha ignomignosamente cacciati come cani rognosi. Poi gli avvisi di Blogger, anche se non ci hanno deletato come hanno fatto com altri (vedi BeeQ, My Jazz World ecc.), e adesso l’oscuramento di Baywords…

Insomma ragazzi, siamo arrivati allo ‘’è stato bello finchè è durato’’.

Quando siamo partiti nel settembre 2006, io e Cláudio non avremmo mai pensato di dare vita ad uno dei blog più seguiti e più rispettati nel nostro genere in Web. E lo dico sinceramente, senza eccessi.

Abbiamo cominciato per gioco, a quei tempi si seguivano blog come Funky16Corners, Orgy In Rhythm, Alma Matters (poi scomparso), B-Side, Feel It ecc.

Di italiano c’era poca roba. Ci siamo inseriti noi, abbiamo recuperato la memoria e sfoderato tutto il nostro ‘’knowledge’’ a servizio dell’informazione, affinchè l’opera di tanti artisti dimenticati non fosse cancellata, deletata per sempre. Lo abbiamo fatto infrangendo lê leggi, queste leggi ottuse e obsolete al servizio dei grandi pirati e delle grandi compagnie.

Inutile ora fare polemica.

Tramite il blog abbiamo conosciuto persone nuove, che sono diventati amici (Rob e Andy), artisti, musicisti, bloggers, djs, ascoltatori...voi.

E abbiamo la sensazione dia aver fatto um bel lavoro. Chissà quanti giovani ne avranno approfittato, avranno ascoltato i jazzisti e i musicisti che abbiamo proposto. Questo ci fa felici.

Ma MFS non muore, non dice addio. Cambia.

On-line avrete la versione ‘’MFS Radio’’ col Podcast su Podomatic, e alcuni fortunati amici potranno seguirci sulla versione ‘’MFS Private’’…solo 100, Blogger non permette di più…

Oltre al servizio ‘’MFS Links’’ che continua attivo.

Ho finito.

Un abbraccione a tutti e un grazie a tutti gli amici per averci seguito.

Píer

(For the translation please use the translate tool-thanks)

Thursday, 14 January 2010

Info: Soul Singer Teddy Pendergrass Dies...

Soul Singer Teddy Pendergrass Dies in Pa. at 59

Teddy Pendergrass has passed away at the age of 59 on January 13th. Reps say he passed away due to a rare illness related to his spinal injury. In 1982 Pendergrass was involved in a car crash that left him paralyzed from the waist down. Pendergrass also went in for treatment for colon cancer 8 months ago and was said to have had a “difficult recovery”.

More info here:

http://abcnews.go.com/Entertainment/wireStory?id=9557397

Thursday, 26 November 2009

Happy Birthday Tina!

Tina Turner compie 70 anni
Brucia ancora la fiamma del rock

Voce, gambe, capelli e carattere indomabili. Nessuno è mai riuscito a fermare "la regina". E lei ha attraversato tante stagioni senza mai uscire di scena Tina Turner è il fuoco. Lo è nell'immaginario collettivo, lo è sempre stata. Difficile nascondere un incendio e i settant'anni che compie oggi sono la prova che non è mai stato domato, mai spento, mai ridotto in cenere. Ha bruciato nella sua voce roca, nelle sue gambe incredibili, sui suoi capelli, anche loro, indomabili. Fiamme che sono state lucide e nere come carbone, bionde, rosse, senza controllo, spinte da ventate rock verso l'alto. Nella sua vita hanno provato a fermarla, chi lo ha fatto con i pugni come il marito Ike, ne ha ricavato mani bruciate. Chi l'ha ascoltata o vista sul palco ne ha sentito il calore, chi l'ha amata è bruciato con la sua stessa passione.

Il fuoco rock di una donna che del rock è definita la regina incontrastata brucia ancora, settant'anni dopo la nascita avvenuta il 26 novembre del 1939 a Nutbush, in Tennessee sotto il nome di Anna Mae Bullock, secondogenita di due contadini, con origini afroamericane, europee e forse anche indiane. Fuochi incrociati venuti alla luce in un mondo dove il rock non era ancora stato concepito, così come i fiori degli hippies, le minigonne, le frangette dei Beatles, dove la luna non aveva ancora l'impronta di un piede, non c'erano i pantaloni a zampa e le paillettes della disco, le astronavi di Kubrick o gli zombie di Michael Jackson.

Fino a oggi, epoca in cui è arrivata anche nella Rete che tutto rende visibile, Tina Turner è passata in mezzo alla storia indenne, bruciando il tempo, trasformandosi e restando sempre, per tutti, 'The Acid Queen' che gli Who disegnarono per lei in 'Tommy'.

Sopra il palcoscenico il fuoco ha sempre avuto senso, come ogni elemento potente che è possibile solo guardare da lontano con ammirazione. E sul palco lei è stata al sicuro per cinquant'anni, cantando canzoni tratte da album che hanno venduto oltre centottanta milioni di copie, collezionando otto Grammy, quattro decenni consecutivi di copertine di Rolling Stone, cinque film tra cui un'apparizione in St. Pepper's Lonely Hearts Club Band nel '78.

La regina del rock con l'anima soul, del rock rappresenta la perseveranza, la fierezza e l'immortalità. Fu lei a insistere per cantare quando a St Louis conobbe un giovane musicista, Ike Turner, che inizialmente scettico la teneva in ombra. Ma il fuoco era riconoscibile anche se giovane e presto Little Ann, come si faceva chiamare, grazie alla canzone A Fool in Love, divenne Tina Turner e la band da Ike Turner and his Kings of Rhythm band, si trasformò in The Ike & Tina Turner Revue.

I due si sposarono nel '58 in Messico e Tina si ritrovò a crescere quattro figli, due di Ike, uno suo nato da una relazione precedente e uno nato dal matrimonio con Ike. Si ritrovò sul palco a ballare, graffiare e cantare. Trovando a discapito dei tempi che le mutavano intorno, uno stile personale, con le coriste, le Ikettes, a spalleggiarla e a influenzare quel mondo che avrebbe cambiato la storia. Come Mick Jagger che molto deve proprio a loro e alla regina che anni dopo aiutò a risorgere. Quando il freddo fuori e dentro l'avevano piegata, fu proprio lui con un incredibile duetto al Live Aid nel 1985 a ravvivare la fiamma.

Con Ike toccò il cielo nel 1968 quando registrarono il loro successo più importante, Proud Mary. Poi iniziò la guerra fredda, il fuoco rabbrividì sotto la droga e la violenza di Ike, e il declino musicale divenne palpabile, una realtà da affrontare e che Tina decise di sfidare da sola. Nel 1976 scappò letteralmente dal marito e dal suo passato. Libera, con 36 centesimi nel portafogli e i buoni per la benzina si nascose da amici, praticò il buddismo di Nichiren Daishonin, ritrovò la forza di autorigenerarsi. Il divorzio fu ufficializzato nel 1978, dopo 16 anni di matrimonio. Alla morte di Ike, avvenuta nel 2007, fu rilasciato soloun cominicato: "Ike e Tina non hanno avuto alcun contatto per oltre trent'anni. Non ci sono ulteriori commenti da fare".

Le fiamme ripresero potenza nel 1984, fu il più stupefacente ritorno nella storia del rock che si ricordi. La canzone What's Love Got to Do with It scalò le classifiche in poche settimane contro ogni più rosea previsione. Tina aveva 44 anni. L'album che seguì, Private Dancer, vendette nel mondo quasi venti milioni di copie. L'anno dopo fu il turno di We Don't Need Another Hero, colonna sonora del film dove recitava, Mad Max Beyond Thunderdome. Poi, senza fermarsi, arrivò It's Only Love, cantata in duetto con Bryan Adams. Negli anni successivi il fuoco ha ripreso gusto a bruciare. Un'autobigrafia, "Io, Tina", diventata un film con Angela Bassett e Laurence Fishburne, altri album, fino alla luce nel '91 della compilation Simply the Best e, nel 1995, la registrazione per il film di James Bond, di Goldeneye, scritta da Bono.

Nella vita Tina Turner ha cantato con Bryan Adams, Rod Stewart, Elton John, Mick Jagger, David Bowie, Eric Clapton e Mark Knopfler. Nel '97 anche con Eros Ramazzotti nel pezzo Cose della vita, nel 2006 con Elisa in Teach Me Again. In Italia la regina si è sempre sentita a proprio agio, perfino a Sanremo è arrivata a scaldare la platea tre volte. L'anno scorso è salita sul palco con Beyoncé, per poi partire con il tour dei suoi cinquant'anni di carriera intorno al mondo. Sorridente, libera, vittoriosa. La prima data a Kansas City, ma l'America resta di passaggio. Conserva troppe pietre e troppi ricordi. Così la regina adesso vive più volentieri tra la l'Inghilterra, la Francia e la Svizzera. Oggi, con il suo compleanno si festeggia la musica, la storia, il rock, la rinascita. E il fuoco.
di KATIA RICCARDI [la Repubblica.it]

By Rob

Wednesday, 28 October 2009

Greetings from England!

Well my "tour" is going very well and I have picked up some great jazz on my travels.I will be home next weekend and will add posts as soon as I have ripped the vinyls.Looking forward to posting them,I know you will like them.

Cheers Andy

Thursday, 22 October 2009

Jazzitalia News


Lorenzo Tucci Touch con F. Bosso, D. Scannapieco, L. Mannutza e W. Ricci, il prossimo appuntamento al Ueffilo Jazz Club [click]

Ascolto funzionale e ascolto estetico: quando "la necessità spiega lo stile" a cura di Sandra Evangelisti [click]

"Piacenza Jazz Fest 2010" chiama nuovi talenti. Sono aperte le iscrizioni al Concorso Nazionale "Chicco Bettinardi" - Settima edizione [click]

Programma Jazz mese di Novembre al Pub Il Moro di Cava de' Tirreni [click]

The Manhattan Transfer inaugurano la stagione del Jazz Club Perugia 2009. (Marcello Migliosi) [click]

Nasce il Civita Summer Jazz, nel 2010 un nuovo festival in una delle più belle località della provincia di Viterbo. [click]

Eva Simontacchi & Gendrickson Mena: corsi di studio degli Standard Jazz, Improvisazione, Scat Lab; Corsi di Tecnica Vocale; Corso di Coro Gospel. [click]

Il terremoto, implacabile, si portato via Alessandra, facciamola cantare, era il suo sogno. [click]

Presso lo Studio 57 Fine Arts, sulla 57a West a New York, vicinissimo alla Carnegie Hall, agli show di Broadway, al Lincoln Center, vi sono delle uniche e rare litografie di Al Hirschfeld che ritraggono alcuni tra i pi rinomati musicisti jazz... (R. Zlokower) [click]

Gebhard Ullmann, Guido Mazzon, Jacob Karlzon, la jazz&arts di Ron Miyashiro oltre a recensioni e news dal mondo......sul numero 10 - 2009 di JazzColo[u]rs [click]

Cielle Shop il negozio online di strumenti musicali e accessori per la musica. Prezzi imbattibili, qualit, seriet. Il posto ideale dove trovare tante idee per regalare un po' di musica... [click]

Nascono i J-Blogs...i blog di Jazzitalia. Un J-Blog uno spazio web completamente autogestito in cui si possono inserire informazioni, articoli, foto, file audio, video, eventi, biografia, link, gestendo anche l'interattivit con i propri lettori... [click]

MayDay: le interviste live del nuovo notiziario musicale... [click]

Progetto per ristrutturare la Casa di John Coltrane recentemente ritrovata presso Dix Hills [click]

Click QUI per fare pubblicità su Jazzitalia [click]

Jazzitalia sbarca in Russia! Tradotti in cirillico alcuni articoli esclusivi. [click]

SIdMA, Societ Italiana di Musicologia Afroamericana, le iniziative, le modalit di iscrizione, i vantaggi, come contribuire..Iscrizione al corso biennale di specializzazione in letteratura pianistica afroamericana: Il pianoforte afroamericano. [click]


Monday, 21 September 2009

Hiatus (or hyatus...)

Hey folks,
i am on hiatus for sometime.

Hope will be back soon.

Peace

Pier

Friday, 11 September 2009

Notice: Blog Backupped Successfully!

Our ''old'' blog MFS was successfully backupped at

My Favourite Sound© The Only & Original


Some posts are not available (they are in the ''private'' form), but the entire blog is here.

Thanks

Sunday, 23 August 2009

Joe Andersen ”Blind Wolf Blues Band”

Joe Andersen

”Blind Wolf Blues Band”

On 29th july 09 Cadillac Joe Andersen passed away.
(more info here on Madison Jazz)
In respect of this event I send you a link of one of his 1st record.

Here is a text I got from a a guy in the USA:
American jazz organist Cadillac Joe Andersen died July 29,2009.
Here is his obituary from a Madison, WI/USA newspaper: Joseph F. ‘Joe’
Andersen, age 57, passed away at UW Hospital in Madison, WI on Wednesday,
July 29, 2009. He was born in Madison, WI on Aug. 9, 1951, a son of
William and Catherine (Adler) Andersen. On July 16, 1973, he was united in
marriage to Luz Valdez in Taos, N.M. They recently celebrated their 36th
wedding anniversary. Known as ‘Cadillac Joe,’ he was a well respected jazz
and blues organist in the Madison area. Joe loved his wife and family,
enjoyed playing with his grandchildren, and playing with everyone in the
pool.

Lupo
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From the IAJO site:
Joe tells his story
How he came to the organ:
In the mid 60’s I bought a Farfisa organ and taught myself to play best I could by listening and playing along with records. I learned songs like 96 Tears, House of the Rising Sun and other “garage band tunes” of the day. I bought every record I could that had some organ on it. One of those records was a Spencer Davis Group album …
There was a tune called “Blues In F” on this album that totally knocked me out. In fact I can listen to that cut today and still be amazed by the incredible Hammond/Leslie sound on that cut. At the time I had no idea who the organist was or how he got that sound, but I literally wore out that track listening to it. It didn’t take long however to figure out that I couldn’t make my Farfisa sound like that. A trip to the local “hippie” music store revealed the truth to me. In a separate little room was what I thought was a church organ. Of course it was a B3. I was not initially impressed. At the time it looked like something that should be in my grandma’s parlor. They assured me this was the best, so they started it for me and I sat down to play a little. I don’t know how to really describe what happened next but when the store closed, they politely asked me to leave. Frankly I was still a kid and not much of a player yet, but this instrument brought out things in me I didn’t know existed. I think that may be the true beauty of the Hammond organ, if you have anything at all inside you, it will coax it out of you if you let it. That was 1969 and I’m of course still playing the Hammond. I’ve also played pianos and synthesizers over the years but have never gone with out a Hammond. I think most Hammond players probably feel the same, but when I sit down in front of the instrument, it’s like I’m home, everything is right and day to day hassles are gone, at least for the time I get to play. Gigs are great, some amount of notoriety is nice, but simply playing the instrument is my greatest musical pleasure.
Joe Andersen
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Here is a mini review of the organ aspects of this record:
Cadillac Joe Andersen plays very pentatonic-based blues organ and he also plays in the pocket at all time, and with a very clear sound. This means he is suitable to study when learning the right hand organ blues style.
Regarding the left hand walking bass/foot pedal board, he has choosen, at least on this record to let a bass player handle all bass lines.
Jazz Organ Fan

Joe Andersen’s My Space page

Courtesy of Lupo

NOTE: Pictures copyright held by photographers. If you are the photographer of any picture and would like it removed please email us.

''Quidquid id est, timeo Danaos et dona ferentis.''


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